Volkswagen Maggiolino 1303 Cabrio (1971)

Incredibilmente nell’estate del 2025 siamo riusciti a mettere le mani su un VW Maggiolino cabrio 1303… Nero.
Non è stata una vera e propria prova su strada ma ci ha dato il modo di divulgare su Youtube la storia e le caratteristiche tecniche della macchina che ci hanno prestato.
Ancora non lo sapevo ma stava iniziando Motor Fauna!

La forza attraverso la gioia

Vai senza scrollare a:

  • sexy, ribelle e… nata per la guerra

  • Maggiolino: l’auto del popolo voluta da Hitler

  • La prima Porsche in assoluto

  • Dal Maggiolino al Kubelwagen: la trasformazione militare

  • Il dopoguerra e la rinascita: il Maggiolino conquista il mondo

  • Una produzione record: 65 anni di storia senza stravolgimenti

  • La genialità tecnica: piattaforma, aerodinamica e motore boxer

  • Il motore del Maggiolino 1303 (1971)

  • Design e guida: emozione pura, compromessi inevitabili

  • Dimensioni e dati tecnici principali

  • Valore oggi: prezzi, ricambi e collezionismo

  • VW Maggiolino dà davvero forza attraverso la gioia

  • sexy, ribelle e… nata per la guerra

    Già con la cappotta rigida, la Volkswagen Maggiolino è una di quelle auto capaci di mettere d’accordo tutti: nostalgici, appassionati di motori, amanti del design e spiriti liberi.
    Figuriamoci Cabrio…
    diventa tremendamente sexy, simbolo di libertà e controcultura, la si incontra spesso a matrimoni, località di mare o laghi assolati.

    Eppure, sotto quella carrozzeria sinuosa e rassicurante, si nasconde una storia sorprendente: nel suo DNA convivono una Porsche e un veicolo militare tedesco usato durante la Seconda Guerra Mondiale.
    Una contraddizione affascinante che ha contribuisce a renderla una delle auto più controverse di sempre.

    Maggiolino: l’auto del popolo voluta da Hitler

    La storia del Maggiolino inizia ufficialmente nel 1933, quando Adolf Hitler in persona commissiona la creazione di un’auto economica destinata alle famiglie tedesche.
    Le specifiche erano chiare e ambiziose:

    • Velocità massima di 100 km/h
    • Spazio per due adulti e tre bambini
    • Consumi ridotti (7 litri/100 km)
    • Prezzo accessibile: 990 marchi tedeschi

    Nasce così il concetto di Volkswagen, letteralmente “auto del popolo” che oggi, visti i prezzi, ha chiaramente cambiato vocazione.
    Per realizzare il progetto viene coinvolto un ingegnere austriaco allora poco conosciuto: Ferdinand Porsche lo avevate mai sentito nominare?

    La prima Porsche in assoluto

    Porsche accetta la sfida, pur senza trovarsi davanti a piccoli inconvenienti… Anzi, forse nemmeno tanto piccoli dato che arriverà a dire “è più facile costruire dieci auto da corsa che una sola auto economica”.
    Nel 1936 viene presentato il prototipo della KdF-Wagen (Porsche Typ 1), quella che il mondo avrebbe poi chiamato semplicemente Maggiolino.

    Il progetto convince talmente tanto che nel 1938 viene costruito lo stabilimento Volkswagen.
    Tuttavia, lo scoppio della guerra cambia rapidamente i piani di produzione a breve termine.

    Dal Maggiolino al Kubelwagen: la trasformazione militare

    Con la Seconda Guerra Mondiale, la produzione civile viene messa molto velocemente in ombra e la piattaforma del Maggiolino viene adattata a scopi bellici.
    Nasce così il Kübelwagen, veicolo militare leggero:

    • Motore boxer 4 cilindri raffreddato ad aria
    • Semplice, robusto, riparabile sul campo
    • Oltre 50.000 esemplari prodotti, più 15.000 anfibi

    La stessa architettura tecnica che avrebbe poi conquistato il mondo e i pacifisti degli anni ’60, è stata prima ampiamente utilizzata in guerra.

    Il dopoguerra e la rinascita: il Maggiolino conquista il mondo

    Dopo il 1945, lo stabilimento Volkswagen è in gran parte distrutto.
    La Ford rifiuta di rilevarlo gratuitamente, non credendo nel futuro delle auto economiche.
    A fare la differenza è Ivan Hirst, ufficiale inglese che rilancia la produzione ordinando 20.000 Maggiolini da portare in patria.
    Scelta che farà ripartire la fabbrica ma anche la città che la ospita.

    Da qui inizia la vera leggenda.

    Grazie a scelte di marketing geniali e a un design unico, il Maggiolino diventa negli anni ’60 un simbolo della controcultura americana.
    Hippie, studenti, professori e surfisti lo preferiscono ai mastodonti metallici di Detroit che solo a vederli si sentiva un’aquila gridare.

    Una produzione record: 65 anni di storia senza stravolgimenti

    Il Maggiolino rimane in produzione fino al 30 luglio 2003, quando l’ultimo esemplare esce dallo stabilimento di Puebla, in Messico.

    Numeri da record:

    • Quasi 65 anni di produzione
    • Oltre 21 milioni di esemplari venduti
    • Il progetto più longevo della storia dell’automobile, rimasto fedele all’idea originale del 1938

    Nessun altro modello – nemmeno Jeep o Land Rover Defender – è riuscito a fare lo stesso.

    La genialità tecnica: piattaforma, aerodinamica e motore boxer

    Uno dei segreti del successo del Maggiolino è la struttura a piattaforma con tunnel centrale, sulla quale potevano essere montate diverse carrozzerie.
    Da qui nascono:

    • Volkswagen Maggiolino (easy)
    • Volkswagen Kübelwagen (militare cazzutissimo)
    • Dune Buggy (eh sì, sotto c’è lui)
    • Porsche 356 (la star)

    Grazie al motore posteriore raffreddato ad aria, l’auto riesce a muoversi agilmente e in maniera molto affidabile.
    E se proprio dovesse lasciarti a piedi, il 4 cilindri boxer è estremamente facile da riparare.
    In più, non necessita di prese d’aria anteriori.
    Il risultato è una carrozzeria “a pallottola” con un CX tra 0,40 e 0,48, migliore di molte concorrenti dell’epoca come Ford, Mercedes e Citroën.

    Il motore del Maggiolino 1303 (1971)

    Il Maggiolino Cabrio 1303 del 1971 monta un 1.300 cc boxer 4 cilindri raffreddato ad aria, capace di:

    • 40 CV a 4.000 giri/min
    • Consumi ridotti
    • Affidabilità leggendaria

    Il raffreddamento è affidato a una grande ventola collegata al volano.
    Dal 1960 in poi viene aggiunto anche un radiatore dell’olio con termostato, fondamentale ma delicato.

    Il motore è semplice ma il suono è immediatamente riconoscibile… al minimo sembra un micio che fa le fusa. Poi dando GAS inizia a ruggire.
    Non particolarmente potente, ma pieno di carattere.

    Design e guida: emozione pura, compromessi inevitabili

    Estetica

    Curve ovunque, parafanghi pronunciati, cofano anteriore “a becco”, frecce sui passaruota e un lato B indimenticabile.
    Il Maggiolino Cabrio è una sorta di opera d’arte su ruote.

    Guida

    • Niente servosterzo
    • Niente ABS o controlli elettronici
    • Frenata lunga
    • Volante enorme

    Ma il boxer che canta alle spalle, il vento tra i capelli e la sensazione analogica rendono ogni chilometro un’esperienza da provare almeno una volta nella vita.
    Soprattutto se appassionati di motori.

    Dimensioni e dati tecnici principali

    • Lunghezza: 4,07 m
    • Larghezza: 1,55 m
    • Passo: 2,40 m
    • Altezza: 1,50 m
    • Serbatoio: 40 litri
    • Bagagliaio anteriore: circa 140 litri

    Lo spazio non è abbondante per gli standard che abbiamo oggi, soprattutto per una famiglia, ma ai tempi le esigenze erano del tutto differenti.

    Valore oggi: prezzi, ricambi e collezionismo

    Oggi il Maggiolino è diventato uno sfizio da appassionati.

    I Prezzi vanno da 3.000 € (progetti da restaurare) a 50.000 € per esemplari storici perfetti.
    Ma ancora oggi le caratteristiche principali del modello sono rimaste fedeli ad un veicolo pronto alla guerra:

    • Ricambi ancora facilmente reperibili
    • Meccanica semplice e riparabile

    Il numero di esemplari sta diminuendo, e i valori sono destinati a salire.
    Ma proprio in tema di valore delle auto d’epoca, non ti viene voglia di vedere questo video?

    VW Maggiolino dà davvero forza attraverso la gioia

    Il Maggiolino nasce per la guerra, ma era pensato per la pace (ottenuta con la guerra lampo), si trasforma in simbolo di ribellione e finisce come geniale manifesto dell’automobilismo del dopoguerra.

    È l’esempio perfetto di come ingegneria, storia e cultura possano fondersi in un oggetto capace di attraversare epoche, ideologie e continenti.

    Come diceva il suo nome originale:
    KdF – Kraft durch Freude
    Forza attraverso la gioia.

    E ancora oggi, a distanza di quasi un secolo, il Maggiolino mantiene quella promessa…
    Anche se sta lentamente invecchiando sempre di più e il suo ruggito si sente sempre meno per le strade.

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