Incredibilmente nell’estate del 2025 siamo riusciti a mettere le mani su un VW Maggiolino cabrio 1303… Nero.
Non è stata una vera e propria prova su strada ma ci ha dato il modo di divulgare su Youtube la storia e le caratteristiche tecniche della macchina che ci hanno prestato.
Ancora non lo sapevo ma stava iniziando Motor Fauna!
La forza attraverso la gioia
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sexy, ribelle e… nata per la guerraGià con la cappotta rigida, la Volkswagen Maggiolino è una di quelle auto capaci di mettere d’accordo tutti: nostalgici, appassionati di motori, amanti del design e spiriti liberi. Eppure, sotto quella carrozzeria sinuosa e rassicurante, si nasconde una storia sorprendente: nel suo DNA convivono una Porsche e un veicolo militare tedesco usato durante la Seconda Guerra Mondiale. Maggiolino: l’auto del popolo voluta da HitlerLa storia del Maggiolino inizia ufficialmente nel 1933, quando Adolf Hitler in persona commissiona la creazione di un’auto economica destinata alle famiglie tedesche. Nasce così il concetto di Volkswagen, letteralmente “auto del popolo” che oggi, visti i prezzi, ha chiaramente cambiato vocazione. La prima Porsche in assolutoPorsche accetta la sfida, pur senza trovarsi davanti a piccoli inconvenienti… Anzi, forse nemmeno tanto piccoli dato che arriverà a dire “è più facile costruire dieci auto da corsa che una sola auto economica”. Il progetto convince talmente tanto che nel 1938 viene costruito lo stabilimento Volkswagen. Dal Maggiolino al Kubelwagen: la trasformazione militareCon la Seconda Guerra Mondiale, la produzione civile viene messa molto velocemente in ombra e la piattaforma del Maggiolino viene adattata a scopi bellici. La stessa architettura tecnica che avrebbe poi conquistato il mondo e i pacifisti degli anni ’60, è stata prima ampiamente utilizzata in guerra. Il dopoguerra e la rinascita: il Maggiolino conquista il mondoDopo il 1945, lo stabilimento Volkswagen è in gran parte distrutto. Da qui inizia la vera leggenda. Grazie a scelte di marketing geniali e a un design unico, il Maggiolino diventa negli anni ’60 un simbolo della controcultura americana. Una produzione record: 65 anni di storia senza stravolgimentiIl Maggiolino rimane in produzione fino al 30 luglio 2003, quando l’ultimo esemplare esce dallo stabilimento di Puebla, in Messico. Numeri da record: Nessun altro modello – nemmeno Jeep o Land Rover Defender – è riuscito a fare lo stesso. La genialità tecnica: piattaforma, aerodinamica e motore boxerUno dei segreti del successo del Maggiolino è la struttura a piattaforma con tunnel centrale, sulla quale potevano essere montate diverse carrozzerie. Grazie al motore posteriore raffreddato ad aria, l’auto riesce a muoversi agilmente e in maniera molto affidabile. Il motore del Maggiolino 1303 (1971)Il Maggiolino Cabrio 1303 del 1971 monta un 1.300 cc boxer 4 cilindri raffreddato ad aria, capace di: Il raffreddamento è affidato a una grande ventola collegata al volano. Il motore è semplice ma il suono è immediatamente riconoscibile… al minimo sembra un micio che fa le fusa. Poi dando GAS inizia a ruggire. Design e guida: emozione pura, compromessi inevitabiliEsteticaCurve ovunque, parafanghi pronunciati, cofano anteriore “a becco”, frecce sui passaruota e un lato B indimenticabile. GuidaMa il boxer che canta alle spalle, il vento tra i capelli e la sensazione analogica rendono ogni chilometro un’esperienza da provare almeno una volta nella vita. Dimensioni e dati tecnici principaliLo spazio non è abbondante per gli standard che abbiamo oggi, soprattutto per una famiglia, ma ai tempi le esigenze erano del tutto differenti. Valore oggi: prezzi, ricambi e collezionismoOggi il Maggiolino è diventato uno sfizio da appassionati. I Prezzi vanno da 3.000 € (progetti da restaurare) a 50.000 € per esemplari storici perfetti. Il numero di esemplari sta diminuendo, e i valori sono destinati a salire. VW Maggiolino dà davvero forza attraverso la gioiaIl Maggiolino nasce per la guerra, ma era pensato per la pace (ottenuta con la guerra lampo), si trasforma in simbolo di ribellione e finisce come geniale manifesto dell’automobilismo del dopoguerra. È l’esempio perfetto di come ingegneria, storia e cultura possano fondersi in un oggetto capace di attraversare epoche, ideologie e continenti. Come diceva il suo nome originale: E ancora oggi, a distanza di quasi un secolo, il Maggiolino mantiene quella promessa… ![]() |
